domenica 10 febbraio 2008

Storia Camnaghese: Volta e la "scoperta" delle Patate e un Sonetto del Sordelli


Questa volta a darci l'ispirazione per scrivere questo post è stato il Presidente della Circoscrizione del nostro paese, Franca Ronchetti; ispirata dalla nostra "curiosità in pillole" del mese, ovvero Alessandro volta fautore dell'introduzione della Patata nell'alimentazione di tutti i giorni, la nostra illustre Lettrice ci ha inviato degli approfondimenti a riguardo.

Jean-François Millet, coltivatori di Patate
Nel 1777 Alessandro Volta compì per conto del Conte Firmian (al tempo governatore della Lombardia) un viaggio-studio in vari centri della Svizzera, dell'Alsazia e della Savoia: fu proprio in un piccolo villaggio di questa regione, Aiguebelle, che vide alcuni contadini che stavano raccogliendo degli strani tuberi...con la sua insaziabile curiosità e la sua voglia di fare nuove esperienze, da grande scienziato e studioso qual'era, decise di provarli...

Come molti di voi sapranno, la Patata era stata introdotta in seguito alla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492 (insieme ad altri alimenti e materie prime tutt'oggi ampliamente utilizzate, come il pomodoro, il granturco, i semi di cacao, il tabacco e il cotone), e veniva importata dai Conquistadores dal Sud-America in Spagna: in alcuni paesi europei questo alimento veniva già apprezzato e utilizzato in cucina per le più svariate ricette, mentre in altri luoghi, come l'Italia, questo tubero non ebbe un'accoglienza calorosa come in Spagna o in Francia: veniva impiegato per l'alimentazione degli animali da fattoria e da lavoro, come maiali, cavalli e asini.


Veduta del monastero di Aiguebelle
Durante il suo soggiorno a Aiguebelle, Volta apprezzò molto il sapore di questo alimento, esaltandone non solo il gusto al palato, ma anche le sue proprietà nutritive, che la rendevano adatta per un'alimentazione equilibrata;

Nell'ottobre dello stesso anno, lo scienziato mostrò per la prima volta alla nobildonna Teresa Ciceri Castiglioni delle casse di patate e, in seguito, decise di coltivare questo tubero nei territori di Lazzate e Camnago (avrebbe ricevuto persino un premio per questa sua geniale idea!); in poco tempo la Patata divenne la portata principale delle tavole di poveri e benestanti: saporita ed energetica, questo vegetale impresse un notevolissimo contributo economico alla Lombardia, tanto da far meritare a Volta l'appellativo di "mago" e "benefico".

Vincent Van Gogh, i mangiaori di patate

Ancora oggi, grazie al gesto del nostro geniale concittadino, la patata è utilizzata in campo culinario per la creazione di tante ricette: tortini di patate, purè e creme, patate lesse, insalate di patate, bocconcini di patate, stuzzichini vari, ma anche le amatissime french fries, le patatine fritte, adorate da grandi e piccoli!


Sempre parlando del grande Genio di Volta, ma sviando dal contesto alimentare, concludo questa lezione di storia all'insegna della golosità riportiamo di seguito un sonetto che Antonio Sordelli gli dedicò in sua memoria, nel 1863

"Tu pure del suo nome andrai famoso
umil villaggio: qui la Sua dimora estiva,
qui dolcissimo riposo ebbe quel Grande,
che ogi Como onora.
Qui, fra l'aer puro e i colli al sol ridenti,
é il sepolcro di Lui, che primo aperse
la gran via agli elettrici portenti.
E fin che manderà luce e calore
la fonte che il Suo genio disperse
tu fama avrai ed Egli sommo onore".


Data la grande affezione di Volta per Camnago (egli volle essere sepolto in queste terre una volta giunta la sua ora), il borgo da quel periodo in poi assunse l'attuale denominazione di Camango Volta.
(Un ringraziamento a Franchina per i preziosi suggerimenti !)

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