L'unità d'Italia ai piedi della Madonna

di Roberto Todeschini

Camnago volta



Nonostante l'inclemenza del tempo, una bella giornata di fede ha illuminato il cuore di un gruppo di Camnaghesi che, devoti a Maria, si sono messi in cammino di buon ora verso il Santuario della Madonna della Guardia nell'entroterra Genovese. Ma cosa ci spinge, a volte, ad essere così forti alla chiamata del divino? E perché, a volte, cadiamo nel banale tranello della cecità del cuore? In questi tempi carichi di angosce, di catastrofi nel mondo, ancora perseveriamo nel non volerci fermare ad ascoltare nelle varie forme di fede e non, i segnali forti che ci vengono dati e tutto quello che potrebbe almeno suggerirci la parola di concreta reazione interiore coniugata in un: Basta! Basta offese alla dignità dell'uomo, basta offese allo stato d'essere dell'individuo, basta superficialità nell'affrontare tematiche di diritto e dovere, basta offese al valore del credere politico, basta offese a chi non possiede strumenti per controbattere qualsiasi forma di ingiustizia, basta!



Per quanto riguarda la fede e il credere, chi la vuole ascoltare, la parola di annuncio sicuramente consegna solidi spunti per la riflessione seria sulla conduzione di uno stile di vita da improntare, ma anche per chi non crede, sicuramente l'annunciazione di uno sconvolgente cambio di rotta non può non essere letto! Oggi festa del papà, celebrazione di un valore aggiunto per i figli, cosa chiedo pur essendo ormai grande, al mio papà ideale di fede per me e non per chi non ha fede? Un bel pacco tutto infiocchettato con dentro un bellissimo regalo chiamato Riflessione! Si, riflessione sui gesti che compiamo e che ci vengono consegnati ogni giorno dalla stampa o dalla televisione, dalle persone, dalle situazioni create, dalle supponenze e meschinità che fanno forte il braccio del furbo a discapito del debole che, a volte, è il più forte perché Vero! Sicuramente in questi ultimi tempi l'esempio di chi lo dovrebbe dare non è modello per le nuove generazioni.



on questa lettera, Caro direttore non voglio dare nomi e facce alla mia tristezza ma spunto di riflessione sul cosa e su come ogni giorno il nostro cuore viene indurito da messaggi negativi, e noi cosa facciamo? Celebriamo! La festa delle donne....la festa del papà... l'unità d'Italia.....la fede....celebriamo tutto quello che a volte non ha bisogno di essere celebrato con la fatica del riscontro concreto sul campo del quotidiano. Che bello quel campo! Da lì vedi il gioco umano, forse troppo individualista e poco di squadra: questo é l'esempio calcistico del quotidiano nei gesti. Lei mi chiederà cosa c'entra il pellegrinaggio di Camnago Volta con tutto questo? In quel giorno di pioggia fra tante persone anziane, io con la mia giovane famiglia tra loro, ho letto il ricordo di una generazione che sapeva stringere una mano, che sapeva dare quell'educazione semplice ma vera ad ogni contesto in cui si trovasse, che sapeva rispettare il gusto di non oltrepassare i limiti e tante cose che nella semplicità ormai stanno scomparendo. Su quel pullman diretto a Genova, in visita alla Madonna della Guardia, ho riassaporato tutto quello che il mondo contemporaneo ha spazzato via: allora mi chiedo perché la felicità ci rende infelici? Perché non ritornare al vecchio schema calcistico dove l'individualismo arrivista lascia spazio alla squadra, vero esempio nel riconoscerci tutti sotto un'unica bandiera di valori comuni?

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